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Chiusura della Loggia del Palazzo dei Trecento

L’idea della chiusura della Loggia del Palazzo dei Trecento fu un’intuizione mia e di una mia carissima amica nei primi mesi una calda estate del ’99. Per una serie di quasi incredibili coincidenze l’Amministrazione Comunale di allora avrebbe voluto sottolineare la fine del 900 e l’inizio del nuovo secolo con più elementi che potessero distinguerla dalle amministrazioni precedenti e rendere questo “passaggio” quasi indimenticabile.
La chiusura vera e propria della Loggia la pensai e tradussi componendo degli elementi apribili con degli elementi fissi ed appoggiando l’intera struttura alle arcate esistenti per mezzo di tiranti, che avrebbero consentito di appoggiare la stessa alle arcate originarie esistenti senza forare alcun elemento lapideo o murale. Fu un sottile gioco di spessori tra I materiali impiegati furono tutti in profilati quadri di acciaio di diverso spessore. Cercai di trovare un equilibrio armonico per le strutture, che allo stesso tempo non fossero troppo pesante rispetto alle facciate esistenti di Palazzo dei Trecento e allo stesso tempo permettessero di essere autoportanti, di racchiudere i cristalli antisfondamento previsti e di non essere invasiva nell’insieme generale del contesto di tutta la piazza. Particolare attenzione fu posta nel tipo di tiranti adottati posti in essere in ogni arcata, nei gradini e negli ancoraggi ai “tiranti” originari già presenti negli archi in muratura.
Dal punto di vista strutturale tutto questo fu possibile per l’attenta collaborazione dell’Ing. Roberto Pegorer, mentre con l’Arch. Nazzarena Landolina fu ideato un gioco di luci a sottolineare le aperture dei palazzi pubblici che racchiudono Piazza dei Signori e una copertura di luce venne ipotizzata e realizzata per collegare i luoghi strategici individuati dall’Amministrazione per la manifestazione denominata “Treviso Millennium – Il 2000 in piazza!”.
La Soprintendenza ai Monumenti del Veneto Orientale diede il proprio assenso all’intervento per l’attenta descrizione che venne fatta dello stesso e per rendere assolutamente protetto l’edificio storico esistente ogni appoggio, ogni aggrappo, venne isolato con del neoprene: le Officine Meccaniche Rizzetto Snc allora operante in Villorba realizzarono allora l’intero intervento a regola d’arte ed in tempi velocissimi, rispettando ogni normativa completando questo nuovo ambito d’incontro invernale di tutti i trevigiani di uscite di sicurezza ed appropriate illuminazioni interne.
Dopo la celebrazione della festa per l’arrivo del nuovo millennio la struttura, così come era stata pensata sin dall’origine, venne per oltre dieci anni smontata nel mese di marzo e rimontata nel mese di novembre; solamente negli ultimi cinque anni, rilevato un cospicuo aumento dei costi di smontaggio, rimessaggio e rimontaggio della struttura, la stessa non venne più rimontata dopo l’accantonamento nei magazzini comunali.

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